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Ausen · ItaliaIntegratori di vitamine e pubblicità in Italia

Guida

Integratori di vitamine e pubblicità in Italia: cosa è permesso dire e cosa no

Su Ausen scriviamo solo ciò che il diritto alimentare europeo consente. Questa guida spiega le regole, nomina le autorità italiane e mostra come riconoscere una pubblicità che le ignora.

Data: 2026-09-15

Un integratore è un alimento

La direttiva 2002/46/CE, recepita in Italia con il d.lgs. 169/2004, definisce gli integratori alimentari come prodotti destinati a integrare la dieta normale, fonte concentrata di sostanze nutritive o di altre sostanze con effetto nutritivo o fisiologico. Sono alimenti: non curano, non trattano, non prevengono malattie, e la loro pubblicità non può dirlo (art. 7 Reg. 1169/2011). Chi li immette sul mercato in Italia notifica l’etichetta al Ministero della Salute, che pubblica il registro degli integratori notificati.

Il registro delle indicazioni sulla salute

Il regolamento (CE) 1924/2006 vieta qualsiasi indicazione sulla salute non autorizzata. Le indicazioni autorizzate sono elencate nel regolamento (UE) 432/2012 e nel registro pubblico della Commissione: per la vitamina C, ad esempio, „contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso” e „contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento”; per lo zinco „contribuisce alla normale funzione cognitiva”. Le frasi vanno attribuite al nutriente, non al prodotto: „Ausen rafforza…” è vietato, „la vitamina C contribuisce…” è ammesso — a una condizione.

La condizione: 15 % del VNR

Un’indicazione su una vitamina o un minerale si può usare solo se il prodotto ne è „fonte”, cioè se la porzione giornaliera apporta almeno il 15 % del valore nutritivo di riferimento (allegato XIII Reg. 1169/2011; allegato Reg. 1924/2006). Con 120 mg di vitamina C (VNR 80 mg) e 5 mg di zinco (VNR 10 mg) la soglia è superata; con 20 mg di magnesio (VNR 375 mg) no. Per questo su ausen.eu il magnesio non porta alcuna indicazione, e per le vitamine B — senza quantità note — non ne attribuiamo.

Piante: indicazioni „in attesa”

Per le sostanze vegetali (ginkgo compreso) la Commissione non ha ancora concluso la valutazione: le indicazioni presentate nel 2008–2010 sono „in sospeso”. La Corte di giustizia (causa C-386/23, 2025) ha chiarito che, finché lo sono, si applica il regime transitorio dell’art. 28 par. 6 del Reg. 1924/2006, e che un’indicazione non ancora valutata non può essere usata come se fosse autorizzata. Una pagina seria nomina l’estratto e la quantità — e si ferma lì.

Cosa non si può scrivere

  • „cura”, „tratta”, „previene”, „guarisce” — riferimenti a malattie (art. 7 Reg. 1169/2011);
  • „migliora l’udito”, „contro gli acufeni”, „per la memoria” — indicazioni non autorizzate o non valutate;
  • „clinicamente testato”, „certificato da laboratori” senza documentazione;
  • „naturale quindi sicuro”, „senza controindicazioni” — dosi massime e interazioni esistono anche per gli integratori;
  • testimonianze di medici o personaggi noti, casi „prima/dopo”, recensioni inventate — pratiche commerciali scorrette (artt. 20–23 Codice del consumo), comprese le recensioni false (art. 23 lett. bb-bis).

Chi controlla in Italia

Il Ministero della Salute vigila sugli integratori (etichettatura, notifica, sicurezza) con le ASL e i NAS; l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) interviene sulle pratiche commerciali scorrette e sulla pubblicità ingannevole, comprese le vendite telefoniche aggressive; il Garante privacy sui dati. Le vendite a distanza seguono il Codice del consumo (d.lgs. 206/2005): informazioni precontrattuali (art. 49), conferma dell’offerta telefonica su supporto durevole (art. 51 c. 6), recesso di 14 giorni (art. 52) con le eccezioni dell’art. 59.

Come leggere una pubblicità di integratori

  1. Cerca la quantità di ogni nutriente e la % VNR: senza numeri, le promesse non hanno base.
  2. Verifica che ogni frase sugli effetti corrisponda a una voce del registro UE, attribuita al nutriente.
  3. Diffida di malattie, organi e funzioni non coperte dal registro (udito, memoria, circolazione).
  4. Controlla la dose giornaliera e i livelli massimi (EFSA): lo zinco, ad esempio, ha un limite di 25 mg al giorno per gli adulti.
  5. Guarda chi vende, come si paga e come si recede: prezzo totale, contrassegno, 14 giorni.
  6. Recensioni: numero, fonte e data — o niente. Le stelle senza fonte sono un segnale, non una prova.

Come lo applichiamo su ausen.eu

Riportiamo il fronte della scatola alla lettera, le quantità con la dicitura „lista del venditore”, le indicazioni solo per vitamina C e zinco, il ginkgo senza effetti, il magnesio senza indicazioni, nessuna frase sull’udito, opinioni solo con fonte e data. Il metodo completo è nella pagina „Come verifichiamo”.

Fonti

  1. Regolamento (CE) n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute (art. 5, 10, 13, 28 par. 6)
  2. Regolamento (UE) n. 432/2012 — elenco delle indicazioni sulla salute consentite (vitamina C, zinco, vitamine B, magnesio)
  3. Registro UE delle indicazioni nutrizionali e sulla salute (Commissione europea)
  4. Regolamento (UE) n. 1169/2011 — informazioni sugli alimenti; allegato XIII (VNR), art. 7 (informazioni non ingannevoli)
  5. Direttiva 2002/46/CE sugli integratori alimentari
  6. Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169 — integratori alimentari (Normattiva)
  7. Ministero della Salute — integratori alimentari: notifica e registro
  8. Corte di giustizia UE, causa C-386/23 — indicazioni sulle sostanze vegetali in attesa (art. 28 par. 6)
  9. EFSA — livelli massimi tollerabili di assunzione di vitamine e minerali (zinco 25 mg/giorno)
  10. Codice del consumo, d.lgs. 206/2005 — artt. 20–23, 49, 51, 52, 59, 128–135 (Normattiva)
  11. Direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori (art. 8 par. 6 — contratti telefonici)
  12. Direttiva (UE) 2019/2161 — recensioni dei consumatori, trasparenza
  13. AGCM — pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole
  14. Garante per la protezione dei dati personali
  15. Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)
  16. Decisione di esecuzione (UE) 2023/1795 — Data Privacy Framework UE–USA

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